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Muro di confine… Qual è l’altezza consentita per legge?

Vorresti costruire un piccolo muretto sul confine con il tuo vicino. Lo fai per un po’ di privacy… Ma questi si oppone. A suo avviso, devi rispettare i tre metri di distanza dal confine imposti dal Codice civile. E siccome non c’è spazio a sufficienza, non puoi costruirlo. È davvero così? Cosa dicono le norme del Codice civile sul muro di confine:

Innanzitutto, precisiamo che il “muro divisorio” può essere comune tra i proprietari dei due terreni limitrofi quando:
-sorge sul suolo comune ad entrambi i proprietari
-divide proprietà appartenenti a diversi proprietari;
-le proprietà che divide hanno la stessa natura (ad esempio un muro che divide due giardini o due cortili o due orti e non nel caso in cui divide un orto da un parcheggio).
In presenza di tali caratteristiche, il muro si presume essere di proprietà in pari quote tra i due confinanti. Tuttavia, è ammessa la prova contraria: è cioè possibile dimostrare che lo stesso è di proprietà di uno solo dei confinanti. In particolare, il muro è di proprietà esclusiva del fondo:
-verso cui insiste un piovente (piccolo tetto sulla sommità del muro destinato a far scorrere l’acqua piovana);
-verso cui si presentano sporgenze ed altri segni indicatori (cornicioni, mensole e simili, vani che si addentrano oltre la metà della grossezza del muro).

Il Codice Civile stabilisce che la distanza minima tra costruzioni poste su terreni confinanti deve essere di tre metri, salvo che i regolamenti locali non dispongano diversamente.
Detta regola si applica anche ai muri sul confine che, pertanto, non possono trovarsi a meno di tre metri dal confine. Ma attenzione: l’esenzione vale solo se il muro in questione ha un’altezza pari o superiore a tre metri. Invece, i muri di confine con altezza inferiore a tre metri possono essere collocati anche a distanza ravvicinata non dovendo rispettare i limiti appena indicati.
In più, l’esenzione dal rispetto delle distanze legali vale non per qualsiasi muro, ma solo per quelli “di cinta”, ossia che hanno la funzione di delimitare i terreni.
A riguardo, la giurisprudenza ha chiarito quanto segue: affinché un muro possa essere qualificato di cinta è indispensabile che sia destinato a recingere una determinata proprietà, che abbia un’altezza non superiore a tre metri, che emerga dal suolo e abbia entrambe le facce isolate dalle altre costruzioni. Solo in presenza di tali caratteristiche è applicabile la disciplina, che introduce l’esenzione dal rispetto delle distanze tra costruzioni. Tale normativa, tuttavia, si applica anche nel caso in cui si abbia un muro in tutto o in parte carente di alcune di esse, purché sia idoneo a delimitare un terreno e gli possa ugualmente essere riconosciuta la funzione e l’utilità di demarcare la linea di confine e di recingere il fondo.

Cosa dice il Codice Civile ?
Art. 874 C.c.:
Il proprietario di un fondo contiguo al muro altrui può chiederne la comunione per tutta l’altezza o per parte di essa, purché lo faccia per tutta l’estensione della sua proprietà. Per ottenere la comunione deve pagare la metà del valore del muro, o della parte di muro resa comune, e la metà del valore del suolo su cui il muro è costruito. Deve inoltre eseguire le opere che occorrono per non danneggiare il vicino.
Art. 875 C.c.:
Quando il muro si trova a una distanza dal confine minore di un metro e mezzo ovvero a distanza minore della metà di quella stabilita dai regolamenti locali, il vicino può chiedere la comunione del muro soltanto allo scopo di fabbricare contro il muro stesso, pagando, oltre il valore della metà del muro, il valore del suolo da occupare con la nuova fabbrica, salvo che il proprietario preferisca estendere il suo muro sino al confine.
Art. 876 C.c.:
Se il vicino vuole servirsi del muro esistente sul confine solo per innestarvi un capo del proprio muro, non ha l’obbligo di renderlo comune a norma dell’art. 874, ma deve pagare un’indennità per l’innesto.
Art. 877 C.c.:
Il vicino, senza chiedere la comunione del muro posto sul confine, può costruire sul confine stesso in aderenza, ma senza appoggiare la sua fabbrica a quella preesistente.

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